IO SONO MIA


PossiBilMenTe

la scoperta? o il rinnovo? o niente di tutto questo? un’altra delusione? un abbaglio?


la carne sul corpo

Fernando Botero

Fernando Botero

” (…) il modo migliore per evitare che notino la mia imperfezione è essere grassa.

Pochi sono interessati all’anima di una persona grassa.

I più ritengono tu sia disgustosa.

Qualcuno che “sei simpatica e solare” (tutte le ciccione lo sono, no?).
Solo pochi si avvicinano.

E loro, forse, possono volerti bene nonostante la tua imperfezione…”

sono parole di una persona amica. che io ho preso e copiato. perchè mi hanno colpita.

io non ho consultato specialisti, non sono in terapia.

forse dovrei farlo. forse no.

ma quello che trovo vero è il sentimento di subitaneo rifiuto che trapela da persone sconosciute, al primo contatto con te, che non sei perfettamente 48 kg di fica che cammina.

il retropensiero che abita l’atteggiamento comune nei confronti dei grassi è davvero ignobile. è ignobile perchè è di tipo pregiudiziale, discriminatorio, velleitario.

sei moralmente riprovevole. è come se tu, in quanto persona grassa, fossi implicitamente, anche, NON VIRTUOSA.

un retaggio tristemente asfittico del famoso adagio “se soffri andrai in paradiso” “se ti sacrifichi vuol dire che sei buono, che hai compreso il cammino giusto per arrivare alla verità“.

tutto questo mi provoca un fortissimo disagio intellettuale. una specie di anomia. come se non riuscissi ad avere un motivo ispiratore. come se non ci fosse senso.

e non ce n’è.

se non, come al solito, partire dalla propria condizione e da lì ragionare e trovare argomentazioni che si sposino colle proprie scelte, o con la propria situazione. ma così non è giusto, però.

non è giusto nel senso che allora non si ragiona, non ci può essere confronto. solo una pedissequa elencazione di punti di vista motivati dal proprio stato di cose.

inutile.


stronza io

E’ proprio faticoso vivere.

Dai tutto quello che credi sia opportuno ad una persona. Ti prendi cura di lei. La rispetti. La proteggi.

La rispetti.

Eh, sì, la rispetti.

Ma sembra non bastare mai.

Gli altri il rispetto per te ce l’hanno?

Le donne ce lo hanno il rispetto per le altre donne?

Le donne quando parlano e cacciano le tette, per quanto sia l’unica cosa di cui sono capaci, sanno che potrebbero essere colpite dallo stesso fendente?

Me lo auguro che tu muoia soffrendo, perchè la tua avvenenza sarà presto inutile. Presto meno avvenente di una più stronza e priva di rispetto di te.

Non mi stupisco dei maschi. Ragionano col cazzo. E non la smettono manco da vecchi.

Non mi stupiscono. Non ho detto che non mi colpiscono a morte.

Mi sento orribile. E l’unica persona che può fermare questa sensazione sono io.

Ma se mi dico che sto bene così, tutto il mondo, troiette comprese, mi ricordano che così non va.

Cicciona e serena?

Cicciona e realizzata?

Cicciona e intelligente?

Cicciona e spigliata?

EEEEEEEEEhhh…se dimagrissi un po’ però, saresti socialmente più gradevole sai?

Mi faccio schifo da sola.

Dovevo decidere tanto tempo fa. Di non cercare la serenità. Di non studiare per superare col pensiero gli stupidi ostacoli umani.

Dovevo decidere di soffrire in silenzio, cercando di essere quello che non sentivo, ma uguale a tutto quello che si vede in giro.

Stronza me.


finalmente

ho preso di nuovo possesso di questo mio spazio.

mi mancava un po’.

i motivi per i quali l’ho aperto oramai più di qualche anno fa sono così lontani da me oramai…eppure voglio bene ad ogni parola scritta qui sopra, ad ogni persona che vi viene citata in forma diretta o meno.  voglio bene anche a quella persona che, lasciandomi, mi rese così triste da non credere di poterne uscire mai. è così terribilmente umano quello che mi è successo. è così terribilmente umana la vita. gli affanni emotivi che fanno sragionare. la freddezza del cuore che stenta a diminuire.

alla fine, è solo una questione di ego.

le ferite, quelle grandi, sono solo lacerazioni delle nostre personali convinzioni. più hai orgoglio più ti incazzi. e ti ammali.

ma io gli voglio dare in **** all’orgoglio e all’ammalarsi.

voglio stare bene.

e ci riuscirò.


nel tempo dell’attesa

Il periodo è di passaggio..se ci pensate ieri, cioè ventiquattr’ore fa, il cielo era limpido e l’aria calda. Ora piove e minaccia quel fresco che ti si insinua da dietro la schiena e ti schianta la gola il naso gli occhi.

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res ipsa loquitur.

ieri è stata una bella serata. ho ricevuto buone notizie. e visto persone gradevoli. mi sono divertita anche se sempre di più i miei trentatrè anni si fanno sentire. 

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Il nano e il domatore

FOGLIETTONE
di Alessandro Robecchi
14.6.2009


VOI SIETE QUI

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willing to fight – ani di franco

 
 
 (…)
 
I was a long time coming
I’ll be a long time gone
you’ve got your whole life to do something
and that’s not very long
so why don’t you give me a call
when you’re willing to fight
for what you think is real
for what you think is right
 
 
I am willing to fight for me
 
 
"silk-rebirth"
 

Io so…

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).

Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.

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Forse ora mi odierete… by DucadOrange

Forse ora mi odierete… by DucadOrange

Come oramai ben saprete, io, Filli e Killa, viviamo a circa 40 km da L’Aquila: troppi per subire danni, troppo pochi perché nel nostro animo non si siano create evidenti e profonde crepe. Ma di una cosa siamo orami certi, siamo stufi. Stufi di questa sovraesposizone mediatica di ogni genere, dalla carta stampata ai milioni di blogs di solidarietà. Mi sforzo di comprendere il bisogno di dire (e anche di fare) di chi, quasi in maniera invidiosa, gelosa, non ha vissuto e non vive quotidianamente questa enorme, fatale e naturale tragedia. Mi ci metto anche io, come ho scritto all’inizio: troppo vicino ma non abbastanza. I media, l’informazione di massa, vi stanno raccontando una brutta storia con un happy end; ma non è così. Nessuno che abbiamo un ruolo ufficiale ci racconta di come illustre personalità siano venute, abbiano bloccato i loro lavori per la ricostruzione per la giornata (e fate il calcolo di quante persone in 3 settimane sono state "in visita" a L’Aquila e quindi quanto giorni di lavoro sono stati persi), fatto la loro passerella, incontrato un gruppo di "terremotati-selezionati", accarezzato bambini e rassicurato vecchie, ed infine ANDATI VIA. Forse ora sarò politico, ma quanti di voi sanno che ad Onna, la memoria della strage nazista si celebra dal ’45? E che i fieri cittadini di Onna hanno dovuto, quest’anno, celebrarla il 26 Aprile perché il 25, nella loro terra, gli è stato impedito di esserci per ragioni di stato e di sicurezza in virtù di presenze con l’unico scopo di apparire? Io allora dico VERGOGNA. E lo dico anche a tutti noi, che in queste situazioni non siamo altro che piccoli imitatori del potere: questo ultimo mese è stato straordinario, ma come sanno bene gli addetti ai lavori, questo generoso slancio finirà presto, proprio ora che c’è più bisogno di braccia e di cuore. Non ci caschiamo; non facciamo come pecore che seguono ciecamente il gregge e che, terminata la tempesta mediatica, si dedicherà alla nuova prossima sventura, che sia di tipo monetario o catastrofico. Sappiate già da ora che la ricostruzione fisica e morale, del tessuto cittadino e umano, della città de L’Aquila durerà per anni e che conoscendoci, ma non augurandocelo, forse per decine di anni. Ora è il giusto momento del coscienzioso agire silente, del decidere se realmente si vuole aiutare un’intera popolazione a lungo termine, con impegni e progetti, di essere capaci di sacrificarsi non solo materialmente. Oppure…
Scrivo questo blog, non tanto per i blog letti sull’argomento, di chi ci è stato e vuole che le parole abbiano il giusto sfogo e il giusto peso. Scrivo questo blog nemmeno per chi giustamente ha il desiderio di commentare l’emozioni altrui, in uno slancio di genuina, innocente empatia liberatrice. Scrivo invece questo blog per tutti coloro che sono edulcorati nell’animo, che devono scrivere per scrivere, perché altrimenti hanno la sensazione di non partecipare, o che ancora peggio si dimostrano solidali solo per alleggerirsi la di loro coscienza, e che in fin dei conti il prima e il dopo avrà lo stesso colore: il grigio!

 

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